Foam
Foam
autoproduzione 2009


Il design è condannato ad arte

Design e arte convivono in minuscoli
monolocali, così come in grandi musei.
Il primo definisce il corpo, la seconda l’anima di un oggetto.
Chi contiene cosa?
Vasi, bicchieri, scatole di fatto definiscono una porzione di spazio vuota,la rendono visibile e fruibile.
Sono oggetti che di fatto “contengono vuoto” quando inutilizzati.

Fantasmi solidi di contenuti dalla vita breve.
Li chiamiamo “oggetti”.
Esistono altresì contenuti travestiti da oggetti.
Le chiamiamo “opere”

Tutto ciò che ha “capacità” definisce il proprio spazio, dunque la propria forma.
Fondere opera e oggetto per me vuol dire creare qualcosa che sia pieno e
vuoto allo stesso tempo.
Ho creato dei “calchi” in morbida schiuma
poliuretanica definendo dei vasi.
Ho riempito le cavità con lo stesso
materiale ottenendo sculture morbide, fatte per essere toccate.
Gli oggetti sono realizzati a mano artigianalmente, e seppur in piccola
serie ognuno è unico per colore e per peculiarità produttive.
I due pezzi si compenetrano e si incastrano, creando quando sono assieme un oggetto “maivuoto”.

La prima serie vasi ottenuta in questo modo prende le sue forme dall’uomo, sintesi di forma e qualche volta di contenuto.

L’anima di questi vasi diviene dunque un pezzo umano che ne definisce la forma interna:
mani , dita, lingua, piedi, il pene, occhi, capelli, denti, seni, un cuore,cervello, orecchie, naso..
Chiunque ci si può immedesimare.
È l’oggetto che diventa umano, è umanità che si fa oggetto.
sono oggetti dalla doppia natura contenitori in quanto vasi, contenuti inquanto “sculture”.
Questi soggetti “maivuoti” se spogliati dalla loro identitàdi oggetti sono pieni di umanità, e tendono la mano a chi sa fare volume all’interno di un contorno.

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